IT IN A BIT
marco serpieri
art-director ESSEDICOM
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13 GIOCO DEI MIMI MIMA LA PERSONA ALLA TUA SINISTRA

JABE MAESTRA


AIDI
AIDI......AIDI.....TI SORRIDONO I MOOONTI....AIDI......AIDI.....
LE CAPRETTE TI FANNO:MAVVAFFANKULO! ACCI....PIKKIA...QUI C'E' UN MONDO FANTASTIKO....AIDI....AIDI....PICCOLA COME TE....

A 13 anni lesse un libro nelle vacanze scolastiche: ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE. Poi fece un teme su fogli protocollo, dalla brutta copia alla bella (aveva sempre trovato più affascinanti le brutte copie con quei gomitoli di cancellature che rotolano nel paesaggio della mente...). Comunque la maestra gli dette il voto più alto, chiedendo L'HAI SCRITTO TU? perchè di colito Marco prendeva sempre brutti voti ai temi scritti. SI. La gioia del MOLTO BENE fu un pò offuscata da quel dubbio. La verità era che Marco era molto chiuso e penso non sapeva esprimere a parole quello che provava o pensava e quindi si ingarbugliava tremendamente a scrivere un tema e la struttura delle sue frasi era un meccanismo fantasioso e arrugginito...
Ma Alice gioca con le parole e i sensi logici in un labirinto semantico meraviglioso... forse iin quel libro Marco si era ritrovato nei continui paradossi e significati sottintesi e aveva finito per scrivere un tema su se stesso (o sugli inceppamenti della mente discorsiva).
Se avesse riscritto quel tema oggi, avrebbe avuto un inizio tipo:
"ALICE è sempre occupata nella nominazione del reale, delle cose e di se stessa e dei rapporti fra il tutto, con il piccolo dettaglio che il suo fantasticare si trasforma subito in realtà effettiva e come fanno i bambini conferisce le proprie piccole colpe e bugie e paure agli altri, giocando alla bambina e all'adulta (anche se ancora non sa esattamente in cosa consiste l'essere adulti, e forse per questo vuole sperimentarlo nei suoi esperimenti esistenziali), alla regina e il suo boia che deve sempre tagliare le teste... le teste del pensiero...... quel mondo adulto le sembra tutto un assurdo gioco di potere e di paura, velato dalla finzione della coscienza...
Il tutto si riconduce sempre al problema di Alice: della nominazione del reale... quale nome dare a quello che ci circonda e ci riempie di meraviglia, stupore, gioia, paura, tristezza? quale seire di nomi-parole può descrivere uno stato d'animo? come posso caricare di contenuti delle parole-KEYWORDS che dischiudano le porte dei sogni? come definire quella catena di sensi logici e illogici che come magiche matriosche fa sbrilluccicare il fiume impetuoso della vita?
Forse se ora dico FIUME DI CARTA scardino la gabbia mentale (che la carta non è fatta d'acqua come il fiume) e apro nuove avventure alla mia anima assetata.. che stupefatta beve al fiume di gioia."

Voleva scrivere una METAFISICA DEI GIOCHI un compendio su quei magici spazi percorribili che sono i giochi, un'analisi simbolica-semantica della riduzione del mondo in poche regole e un tiro di dadi... ma anche sui meccanismi spirituali della favola e sulla sua riduzione in gioco dell'oca.
Nel gioco dell'oca è l'oca il cardine di tutto e fa pensare a un gruppo di oche nell'aia che girano a spirale per sfuggire alla presa di un bambino che ride...
Mentre il gioco dell'uomo nero contiene la variabile della paura che è paura della morte?

IL TEMPO E' DISSEMINATO NEL CORPO, CHIAVE DI ENTRATA NEI RICORDI
CHE CIO' CHE E' VISIBILE POGGIA SU CIO' CHE E' INVISIBILE

CODICE DELLA VITA
se potessimo conoscere il codice della vita saremmo spiriti, ma siamo vivi e quindi ciechi alle leggi del destino e alle volontà degli dei, possiamo solo imparare a vivere.

IL FLAUTO MAGICO
BERGMAN
FANNY E ALEXANDER
INGMAR BERGMAN