01 A CHI RIDE PRIMA
UNO DAVANTI ALL'ALTRO, VINCE CHI RIDE PRIMA
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un giardino di rose
la questione del tempo
l'uomo è la macchina che si ripete
ma è proprio in queste ripetizioni
che si nasconde il punto segreto
che scardina la ruota
e fa uscire dio
LA FORMA DELLA VITA
SI GIOCA IN TRE PAROLE
DIRE FARE BACIARE
33 IL FIGLIO DEL SETRE VOLTE NATO
AR LE KING RE AR
ARLECCHINO
IL RE E IL SUO FOLLE ricorda
il tempo
il pugnale nell'occhio-luna
3 ladri di sogni
cavaliere bianco stanco
tormentato dal diavolo e dalla morte
puoi desiderare soltanto
di far risorgere i colori del folle innamorato
che soggiorna nel giardino incantato
fra perle di fiori
e gioie e dolori...
cos'è la conoscenza se non va aldilà del bene e del male?
se non unifica gli opposti e non concede la grazia? un diamante nella testa
e l'erba sotto i piedi
SER ORIGINAL ES VOLVER AL ORIGEN E'
sempre ripetere
la prova dell'esserci
LA VITA
entrare in quel prato davanti casa
con l'erba alta
e incontrare nuovi luoghi da esplorare,
e' come immergersi nel futuro
con il cuore in gola
per l'inaspettato
eppur sempre lì
LA FAVOLA E'
LA
RICREAZIONE
DEL CORPO MITICO
NELLA SALA DEI
GIOCHI PERDUTI
LA FAVOLA VITA E' IL PERCORSO
PER ASSOLVERE AI COMPITI IMPOSSIBILI MARCO POLO DA SAMARCANDA A ME STESSO
Sognava di scrivere un libro di successo e diventare famoso e andare a vivere nei caraibi con la moglie e 10 figli, essere citato in una canzone di Bob Dylan cantata da Nina Simone con Keith Jarrett al piano LIKE THE MARCO'S TALE...
oppure inventare un nuovo supereroe: SIMBOLICUS, esperto in simboli e religioni comparate... ma non avrebbe fatto un gran successo; allora magari avrebbe creato un gioco per bambini, un gioco dell'oca così antico eppure così moderno, magari un pò multimediale anche se preferiva molto di più il tabellone su cartone e le pedine come piccole oche di colori diversi: gialla, arancione, rossa, blu, verde, rosa... oche parlanti sul percorso segnato da piccoli sassolini.
Il suo gioco dell'oca sarebbe stato un'incrocio fra risiko, cluedo, magari talisman o monopoli con la sua prigione terrorizzante e senza ripassare dal via...
Ma sicuramente il suo sogno era sempre stato quello di fare un film, da regista... forse di fantascienza, molto meglio di fantasy, forse in 3d.
Era indeciso anche sul videogioco: videogioco intelligente, avventura garantita su uno sfondo storico-magico, trama da favola antica con aiutanti, draghi e asini parlanti che citano Apuleio, insomma un gioco frammisto della realtà imperitura dell'arte... come entrare nel mondo di Van Gogh a scoprirne l'assassino... e trovarsi a galleggiare nell'aria con i fiori e la sposa nel blu di Chagall... oppure danzare con le figure afrcane di Picasso...
Certo comunque qualunque cosa avesse fatto (gioco, film, videogioco) doveva rintracciare il bandolo della matassa, così piena di curve e grovigli di fili colorati che si intrecciano nell'intreccio di quello che ci ostiniamo a chiamare vita.
Sarebbe stata quindi la caccia al tesoro più bella di tutte, con mille e uno bigliettini che si rimandano uno all'altro... tostapane, cassapanca, quadro, scolino per il tè, mattonella rossa, tappeto fiorito, sasso in giardino, botola, nuvola, ombra della nuvola, gallo, mucca, campanile... stava ricordando la casa di montagna dove era stato molte estati da bambino con la nonna e il suo fratello gemello... chi sa come era ritornata alla memoria quella casa, comunque piena di magie e sogni e qualche incubo? forse una casa è un pò come un gioco dell'oca, con i suoi corridoi e scale e aperture e il giardino intorno e la cantina così spoglia che gli aveva sempre fatto un pò di paura, ma poi il sole nei prati con i mille fiori e l'aria più leggera delle nuvole...
Certo c'era la nonna che gli insegnò il significato della difficile parola ILLUDERSI... (ma tutta la vita non è una sottile forma di illusione, più sottile dei capelli di un angelo?)... e c'era anche il suo gemello, presenza fissa, forse dall'esterno un pò inquietante per la loro sorprendente somiglianza che faceva pensare ai film di Hitchcok o Kubrick, presenza che spiazzava per quel meccanismo così sottile eppur presente della ripetizione, meccanismo insito nella vita stessa ma così sbalorditivo nell'apparizione di due gemelli che vien voglia di cambiarne almeno uno per diversificarli subito e renderli riconoscibili, anche se a uno sguardo più attento apparirebbero come due attori con lo stesso vestito e trucco di scena ma ognuno con la propria personalità e orgoglio di esserci e far valere le proprie ragioni... perchè si dovete sapere che essendo cresciuto con un gemello aveva sviluppato in quantità la dote della polemica e del diritto, quasi era diventato l'avvocato e il testimone di se stesso per riuscire a districare il proprio io (come in un shangai invisibile) da quello ingombrante del gemello, che appena entrava nella sala del tribunale faceva girare la testa a tutta la giuria (anche se ci fosse stata Miss Marple in bianco e nero)... con la sua apparizione angelica eppure risoluta e il suo eterno NON SONO STATO IO che faceva venire le vertigini anche a lui... in un gioco infinito dello specchiarsi nell'altro fino a perdere i contorni della propria figura, della propria storia, dell'esserci in quel momento.
FAI RIMBALZARE L'OFFESA AL MITTENTE CON LE MANI INCROCIATE A PALMI IN FUORI E LA PAROLA SPECCHIO...
a cui segue il CONTROSPECCHIO e il definitivo UNA VOLTA SEMPRE IN PIù DI TE!
Ricordava bene quella corsa affannata di parole logiche per assicurare un posto al proprio esserci, accanto a un'oca gialla piumata in attesa del prossimo tiro di dadi...
LA NOSTRA VITA NON E' ALTRO CHE CERCARE UN MOTIVO PER ESSERCI E GIUSTIFICARE LA NOSTRA PRESENZA A NOI E A DIO.
COSI' CI AGGRAPPIAMO A OGNI COSA CI PROMETTA DI ESSERE CON NOI, DI ESSERE NOI!
GIOCHI: DELL'ASCOLTARE, DELL'AMORE, DELLA PAZIENZA, DELLA PAURA, DELLO STUPORE.....
SONO SULL'ISOLA DEL TESORO
Citava sempre gli altri e se stesso perchè ogni citazione è come una bandierina rossa che indica che lì si può scavare e chi sa che tesoro vi è sepolto!
ALLA RICERCA DEL GIOCO
Si era immaginato un gioco dell'oca in cui ogni casella corrispondesse ad un anno della sua vita. Sarebbe stata una specie di mappa del tesoro con la mèta al centro: DI RITROVAR SE STESSI... come pollicino sparge molliche di pane di SE nel percorso a spirale... mosca ceca fino all'albero della cuccagna al centro del tutto, ruota del mulino ricco dei doni e le sorprese della vita.
I giochi lo avevano sempre affascinato con le loro regole elementari eppure sempre quella magia presente, quel piacere infinito di abbandonarsi ai misteri non detti e sottintesi del gioco.
Ne ricordava uno che si chiamava SAMARCANDA, non ci aveva mai giocato ma si era sempre chiesto che cosa contenesse la scatola del gioco: forse una mappa della città e la via della seta che scorre nel mezzo e gli intrighi dei mercanti durante la spedizione di MARCO POLO, ladri mercanti e indovine....
I grandi esploratori erano gli unici personaggi che aveva mai sopportato della cosiddetta storia insegnata a scuola. Gli apritori di cammini, quegli eremiti-maghi-guerrieri, viaggiatori del tempospazio: ogni scopritore è un comunicatore di altri mondi, sognatore trasversale, allarga la mappa del mondo, scopre nuove parole, nuovi cibi, nuovi dei.
Insieme a SAMARCANDA avrebbe voluto scoprire: UR, ULAN BATHOR, MACHU PICCHU, le tre SANTIAGO, ELEFANTINA...
Avrebbe voluto essere: il ladro di Bagdad in quel fantastico film in bianco e nero che gli era entrato nell'anima... Dersu Uzala il piccolo uomo dei boschi in quell'altro film magico... ma anche: Indiana Jones, Sandokan, Arlecchino e Robin Hood, Robinson Crusoe, Don Quijote, l'idiota di Doestoewsky eterno innamorato....
Il gioco doveva avere una MAPPA, un MAZZO DI CARTE AVVENTURA, dei segnalini OCHE, e ovviamente 2 DADI da 6 facce per girare la ruota della fortuna o ruota dei venti.
Il gioco avrebbe contenuto percorsi e storie e simboli immaginari e reali, il gioco avrebbe fatto vibrare ogni particella d'anima a ogni giocatore, intessuto di vita, fatto della stessa sostanza dei sogni come nella tempesta di Shakespeare...
In quel gioco lui avrebbe scelto sicuramente di essere MARCO POLO, ma un Marco Polo moderno che ha perso la rotta, forse un barbone sognatore che viaggia nell'immaginazione, gli piace che esistano ancora posti che non ha ancora visto perchè in questo modo può provare la gioia squisita di immaginarli.
Il fantasticare però lo rende eternamente ingenuo e permeabile alle cattiverie umane...
Solo due sono gli amici che ricorda della scuola: Massimino che disegnava insieme a lui nuove avvenutre sottoterra dei Barbapapà, gli piaceva l'astronomia e scrutava le stelle (con il piccolo chimico?) e aveva in giardino una o due tartarughe. Diventò astrofisico e fece del suo sogno realtà in America.
Marco da bambino diceva che da grande avrebbe fatto l'archeologo e scoperto le civiltà sepolte per vivere il mistero, dentro il mistero...
L'altro amico che ricordava era Lorenzo, anche lui si laureò in fisica (subatomica questa volta) e andò a vivere in Francia giustamente: l'aveva sempre visto come un rivoluzionario intellettuale che aveva sbagliato epoca storica, promotore della rivolta studentesca per i diritti, contro gli oppressori (insegnanti deprimenti) e l'autogestione della scuola occupata, della case occupate... Lorenzo era sempre stato un eroe per lui, così diverso e risoluto davanti agli altri e la vita.
I due amici che ricordava incarnavano quindi: l'eroe rivoluzionario e il sognatore di stelle, il PICCOLO PRINCIPE e il CHE GUEVARA insomma, questi due estremi che fanno stare in equilibrio la bilancia dell'essere... e comunque ad ogni rivoluzione esterna corrisponde una rivoluzione interiore e quindi i conti tornano.
VIVA LA RIVOLUZIONE DELL'ANIMA ANGELICA aveva scritto una volta
Marco Polo avrebbe voluto fare il giro del mondo in 80 giorni, solcare le 20000 leghe sotto i mari e passare attraverso il viaggio al centro della terra per poi trovarsi a naufragare nell'odissea nello spazio.... un tragitto inverosimile per un eroe moderno nella sua dischiarazione dei diritti di indipendenza: avrebbe avuto una bandiera con un sole giallo al centro e come inno LITTLE WING di Jimy Hendrix
AND SHE'S WALKING THROUGH THE CLOUDS... IT'S ALL RIGHT SHE SAID TO GET EVERYTHING YOU WANT FROM ME, EVERYTHING... è l'amore che il mondo fa girar!
Avrebbe fatto il giro a piedi ma anche usato tutti i veivoli volanti e terricoli e sottomarini e interstellari che la sua fantasia gli avesse concesso, raccimolando forme dai sogni e agglomerati colorati di lego, e strutture di mulini e biciclette, palloni aereostatici e torri medioevali, aerei a vapore e locomotive solitarie fra fontane e giardini... era il viaggio dell'anima, fatto di pezzi d'anima.
Avrebbe sondato i PIXEL LOGICI di SEPTIMA LEGIO, quel gioco un pò come la BATTAGLIA NAVALE, però nello spazio, e con un foglio infinito, e coordinate spazio-tempo, quei PIXEL dove ci sei e non ci sei. Quando era bambino ebbe un PERIODO PIXEL, dove disegnava le figure fatte di PIXEL colorati, partendo dai piedi fino su alla testa, e le forme erano astratte, astrazioni dell'essere, pagliacci random.